Grand Budapest hotel

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TRAMA:

1968: tra le montagne dell’immaginaria Repubblica di Zubrowka si trova il Grand Budapest Hotel, un albergo un tempo molto prestigioso e ora decaduto; uno scrittore conosce il padrone del Grand Budapest, un vecchio di nome Zero Moustafa. Questi lo invita a cena con la promessa di raccontargli la sua esperienza all’albergo prima di diventarne proprietario. Attraverso un flashback, la vicenda di sposta nell’anno 1932: troviamo il Grand Budapest in pieno splendore frequentato da clienti distinti, ricchi e eleganti. Il concierge è Monsieur Gustave H, un uomo di mezza età eccentrico, orgoglioso, raffinato e amante delle poesie che ha una moltitudine di relazioni con varie clienti (tutte molto più vecchie di lui). Una di queste, Madame D, rivela a Monsieur Gustave di avere un presentimento ma lui non le bada: alcuni giorni dopo essere partita dal Grand Budapest la donna viene ritrovata morta in una stanza della sua villa. Monsieur Gustave parte allora con Zero Moustafa (giovanissimo e assunto come garzoncello) per la casa della vecchia signora. Qui scopre che la donna nel suo testamento gli lascia l’ambito quadro Ragazzo con mela, con rabbia del figlio Dmitri e delle zie che lo bramavano. Il maggiordomo di casa D, Serge X, scompare misteriosamente e la polizia capisce che sa qualcosa sulla morte di Madame D. Intanto Zero conosce Agatha, una giovane pasticciera, e i due si innamorano; Zero allora affida alla ragazza un foglio su cui scritto come trovare il Ragazzo con mela, intanto nascosto da Monsieur Gustave nella cassaforte dell’hotel per evitare eventuali furti. La situazione precipita quando la polizia lo arresta credendolo colpevole dell’omicidio di Madame D, ma l’uomo riesce a fuggire con alcuni prigionieri e con Zero raggiunge un convento in un’altra località alpina per parlare con Serge X (nascosto lì poiché seguito da un sicario). L’uomo rivela a Monsieur Gustave che Madame D prima di morire aveva fatto un secondo testamento, ma prima di poter dire dove si trova il sicario lo strangola. Poi questi insegue Monsieur Gustave e Zero per assassinarli ma viene spinto da quest’ultimo in un burrone. Dopodiché i due ritornano sotto mentite spoglie al Grand Budapest: Agatha intanto preleva il quadro (i tre avevano progettato di fuggire all’estero con il dipinto finché le acque non si fossero calmate) ma viene inseguita da Dmitri e dalla polizia; la ragazza nella lotta cade dal balcone ma per fortuna si salva aggrappandosi a una grondaia: un pezzo della tela del quadro si strappa e Agatha nota che c’è un foglio nella cornice. Il foglio si rivela il secondo testamento di Madame D: essa lascia tutto (la villa, i soldi e le fabbriche) a Monsieur Gustave e disereda Dmitri e le zie. Tempo dopo Zero e Agatha si sposano e il ragazzo diventa successore di Monsieur Gustave. Si ritorna al presente: Zero rivela allo scrittore che l’albergo lo tiene solo per Agatha (morta di malattia dopo due anni di matrimonio) e per i bei tempi passati con Monsieur Gustave (morto fucilato da un soldato durante la guerra). Anni dopo, lo scrittore scrive un romanzo su questa vicenda.

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